Una corale a ottocento voci


di Giorgio Zanetti


L'  estate scorsa, mia moglie Lidia ed io eravamo in vacanza nell’isola di Terranova.
   
 

Per circostanze alquanto fortuite, facciamo conoscenza con Thomas (Tom) Goodyear in un B&B in Dunfield, piccolo villaggio nella penisola di Bonavista.

Tom, un affabile ed argillo 89enne, è un veterano della seconda guerra mondiale. Ci racconta che il 28 novembre 1942 era a bordo della nave SS Nova Scotia al largo delle coste orientali dell’Africa. La nave trasportava un ottocento prigionieri italiani che erano divisi per metà a prua e l’altra metà a poppa e spesso intonavano allegramente varie canzoni ( lui si ricorda in particolare "funiculì funiculà") come un grande concerto polifonico corale a 800 voci.

La mattina del 28 novembre 1942 la nave fu colpita in pieno da tre siluri lanciati da un sommergibile tedesco, inabissandosi in pochi minuti. Di tutti gli italiani a bordo se ne salvarono poco più di un centinaio e dei membri dell’equipaggio una cinquantina.

Tom è l’unico ancora in vita dei pochi sopravvissuti dell’equipaggio. Essendo in corso di redigere note biografiche, vuole sapere quali sono le opinioni italiane sul fatto di questa grande tragedia e mi chiede se, in qualche modo, potevo aiutarlo.

Tom e la sua famiglia partirono dal B&B il giorno dopo del nostro arrivo a Dunfield.

Dopo vari tentativi senza esito, trovai su internet il titolo di un volume, pubblicato proprio in agosto di quest’anno, dal titolo "28 novembre 1942 – una tragedia in mare" scritto, con grande dettaglio, da Tullio Mascellari di Roma. Contattai l’autore che ebbe la magnaminità di spedire in omaggio un volume a Tom ed uno a me. Alcune storie descritte in questo volume, raccontate da vari superstiti, sballottati su pezzi di legno con mare mosso e infestato da pescecani, sono singolarmente agghiaccianti.

Tom è estatico dal fatto che ora, con la pubblicazione del libro e la traduzione di vari paragrafi che gli invio sia in scritto sia tramite le frequenti conversazioni, potrà finalmente colmare gli ultimi dettagli del crudele evento rimasti incompleti e che lo avevano assillato da ormai parecchi anni.

L’affondamento della SS Nova Scotia fu oggetto di alcuni articoli apparsi in vari giornali e riviste tra cui il Reader’s Digest dell’agosto 1965 e la Domenica del Corriere del 25 novembre 1962.

Tengo a ringraziare con sincero riconoscimento Tullio Mascellari sia per il prezioso libro che per l’articolo.

Lascio qui la parola all’autore che ha gentilmente accolto la mia richiesta di scrivere un epilogo su questa tragedia di mare in esclusiva per l’Ora di Ottawa.

  • Veterans Affairs Canada - Video [in inglese;2'51"]
  • Globe and Mail: After U-boat hit, Captain Thomas Goodyear swam with the sharks
  • Maritime History Archives: Captain Thomas Goodyear
  • Down Home: The Long Trip Home
  • Voices of World War II: Thomas H. Goodyear
  • Facebook: Maritime History Archive with pictures




  • Leggi l'articolo di Tullio Mascellari






    La SS Nova Scotia (foto presa dal volume di Tullio Mascellari)




    Alcuni superstiti prima del salvataggio da parte della nave portoghese A. Albaquerque
    Foto inviatami da Tom Goodyear (scattata dalla nave portoghese).



    La nave portoghese, Alfonso Albaquerque, che eseguì il salvataggio dei naufragati della Nova Scotia
    Foto inviatami da Tom Goodyear


    Pagina redatta Novembre - 2008

    APPROFONDIMENTI: L'ultimo giorno della Nova Scotia

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