MONDO CANE
   TRA FANTASCIENZA E REALTÀ

di
   g iorgio z anetti

Courtesy NASA/JPL-Caltech
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ANIMAZIONE

Ad un astronauta capitò un bel giorno di posarsi su di un pianeta, situato nella nostra Via Lattea, che essenzialmente rispecchiava la Terra. Aveva mari e monti, laghi e fiumi, boschi e spiagge. Bellissimi tramonti e splendide aurore.

Meravigliato, l’astronauta andò in giro ad esplorare l’ambiente per un po’ di tempo, arrivando infine alle porte di un villaggio. Era il solo villaggio esistente su questo pianeta chiamato dagli scienziati “arretatenaip”, e tutta la popolazione abitava qui. C’erano cento persone in tutto.

Inoltrandosi per le viuzze, arrivò nella piazza centrale. Tra i numerosi palazzi amministrativi ed i molteplici edifici dei diversi culti religiosi, affacciati intorno alla grande piazza rettangolare, ve n’era uno diverso dagli altri. Questo palazzo era come un grattacielo ricoperto da vetrate. Numerose bandiere, con svariati colori e disegni, sventolavano nella rinfrescante brezza marina.

Entrò nell’edificio e chiese informazioni per trovare la biblioteca, ma il portiere non capiva la lingua dell’astronauta come a lui era strana la lingua del portiere. Dando un’occhiata intorno alla vasta area dell’atrio, osservò un cartello che aveva come simbolo un libro aperto. Si diresse quindi verso quella che, intuitivamente, doveva essere la biblioteca.

Perlustrando gli scaffali colmi di libri in diverse lingue, capitò nella sezione inglese, sua lingua madre. Un piccolo opuscolo attirò la sua attenzione. Aveva la copertina variopinta con i colori dell’arcobaleno ed il titolo leggeva: “Statistiche socioeconomiche di questo villaggio chiamato ”elabolg oiggalliv”. Lo tolse dallo scaffale e, con viva curiosità, andò a sedersi su di una comoda poltrona e incominciò a sfogliarlo.

“Questo villaggio è abitato da cento persone, in realtà tutte immigrate, di cui 56 sono asiatici, 20 europei, 13 africani, 11 sono provenienti dalle due americhe. Di donne ce ne sono 52 e di uomini 48. Ben 70 non sono di razza bianca, 67 non sono di fede cristiana. Solo 6 persone detengono il 50% delle ricchezze del villaggio e tutte e sei abitano in un affluente quartiere chiamato “aciremadron“. Ottanta persone vivono in condizioni abbiette, 50 soffrono di malnutrizione. Quindici parlano il cinese, 6 la lingua hindi, 5 l’inglese, 5 lo spagnolo, 2 il giapponese, 1 il francese, gli altri parlano tante altre lingue diverse (indicate come prima lingua). Degli adulti 26 non sanno leggere e scrivere, nel villaggio uno solo ha la laurea universitaria. Ventotto hanno meno di 15 anni con la speranza di longevità sino a 64 anni. Il benessere economico del villaggio è basato sul 4% in attività agricole, 32% nel settore industriale e 64% nel settore così detto del servizio.
Sedici residenti non hanno accesso ad acqua potabile e a 40 mancano le infrastrutture igieniche di base. Sessantasei guadagnano al massimo due dollari al giorno. Dei cento abitanti, solo 57 hanno la libertà di esprimere le loro opinioni liberamente senza conseguire rappresaglie dalle autorità.”

Nel leggere queste statistiche, il povero astronauta impallidì e diventò inquieto, ansioso, e gli venne meno il desiderio di finire l’opuscoletto. Lo posò sul tavolo e riprese, in fretta, i suoi passi per ritornare nella sua nave spaziale e dirigersi finalmente verso il suo amato pianeta Terra. Ma, una volta partito, la mente rievocò altre stastiche che rivelano che se hai soldi in banca e nel portafoglio, sei tra l‘8% percento dei più ricchi del mondo. Se hai cibo nel frigorifero, vestiti nell’armadio, un tetto sulla testa, un posto dove dormire, sei più ricco del 75% della popolazione terrestre.

Courtesy NASA/JPL-Caltech.
Nuovissima immagine della Galassia di Andromeda - M31
Courtesy NASA/JPL-Caltech.

Riflettendo sul significato dei valori nelle tabelle che aveva analizzato poco prima e osservando la pallina blu, con i suoi 6 miliardi trecento milioni e passa di abitanti, che si avvicinava velocemente, l’astronauta diede bruscamente uno colpo di sterzo e puntò l’astronave in direzione opposta, verso altre galassie, con la speranza, forse illusoria, di poter trovare altri mondi e villagi più saggi ed equanimi.



Nota Bene: i valori di alcune statistiche sono stati arrotondati per semplificazione del testo. Alcune statistiche sono segnalate, dagli autori stessi, come approssimative o stimate. Fonti reperite da vari siti su internet: CIA, FAO, WHO, UNESCO, UNICEF, ecc.


Articolo apparso sul periodico "L'ORA DI OTTAWA", 7 febbraio, 2005.
Pagina compilata settembre 2006